RAVVEDIMENTO DICHIARAZIONE TARDIVA ENTRO IL 29 GENNAIO 2026

RAVVEDIMENTO DICHIARAZIONE TARDIVA: ULTIMA CHIAMATA 29 GENNAIO 2026

Il 29 gennaio 2026 rappresenta l’ultimo giorno utile per regolarizzare l’invio dei modelli REDDITI 2025 e IRAP 2025 (periodo d’imposta 2024) trasmessi oltre la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025, mantenendoli validi come dichiarazioni tardive e beneficiando della riduzione sanzionatoria tramite ravvedimento operoso.

Dichiarazione “tardiva” vs “omessa”: la soglia dei 90 giorni

La regola è perentoria:

  • entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria: la dichiarazione è tardiva ma valida (restano dovute le sanzioni per il ritardo, ravvedibili);
  • oltre 90 giorni: la dichiarazione è omessa (regime più gravoso e l’omissione non rientra nella regolarizzazione tipica della tardività).

Per i dichiarativi 2025 (anno d’imposta 2024) la scadenza ordinaria è stata 31/10/2025; il termine dei 90 giorni cade il 29/01/2026.

ATTENZIONE:
Oltre il 29 gennaio 2026 non si parla più di dichiarazione tardiva: si entra nel perimetro della dichiarazione omessa, con impatti sanzionatori e gestionali sensibilmente più severi.

 

Sanzioni e ravvedimento: quanto si paga (e come)

La sanzione “base”

Per la tardività, il riferimento operativo è una sanzione minima fissa pari a € 250.

 

Ravvedimento entro 90 giorni: € 25 per ciascun modello

Se la dichiarazione viene presentata entro i 90 giorni, la sanzione fissa è ridotta a 1/10, quindi:

  • € 25 per ciascun modello dichiarativo tardivo.

 

Versamento:

  • F24
  • codice tributo 8911
  • anno di riferimento 2025 (anno di commissione della violazione)

ESEMPIO:
Invio tardivo entro il 29/01/2026 di REDDITI 2025 e IRAP 2025:
sanzione ravveduta = € 25 + € 25 = € 50.

 

Se oltre al ritardo c’è imposta da versare: ravvedimento “tardività” + ravvedimento “versamenti”

La regolarizzazione della tardività (sanzione fissa ridotta) non assorbe l’eventuale omesso/ritardato versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione.

Caso 1 — Imposte già versate

Se le imposte risultano interamente versate, è sufficiente:

  • trasmettere la dichiarazione entro 90 giorni
  • versare € 25 per ciascun modello (F24 tributo 8911)

Caso 2 — Imposte non versate

Se emergono imposte non versate, occorre:

  • regolarizzare la tardività (sanzione € 25 per modello), e
  • ravvedere gli omessi versamenti: imposta + interessi legali + sanzione ridotta per omesso versamento.

Si rende dovuta una sanzione per omesso versamento pari al 25% (e 12,5% se il ritardo non supera 90 giorni), ravvedibile con riduzioni in funzione del momento del pagamento.

ESEMPIO:
Regolarizzazione entro 90 giorni con IRPEF a saldo € 1.000 non versata:
la sanzione per omesso versamento 25% (= € 250) può ridursi (ad esempio) a 1/8 in base alla finestra temporale di ravvedimento, oltre agli interessi.

Frontespizio: non è una “integrativa”

Quando si tratta della prima trasmissione del modello entro 90 giorni (dichiarazione tardiva), nel riquadro “Tipo di dichiarazione”:

  • non va barrata la casella “Dichiarazione integrativa”.

Dichiarazione sostitutiva/integrativa entro 90 giorni: profili sanzionatori

Entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, è possibile intervenire anche con una dichiarazione sostitutiva/integrativa per correggere errori/omissioni.

Un profilo operativo evidenziato nel materiale: l’invio nei 90 giorni di una integrativa “a sfavore” (maggiore imposta) viene trattato, ai fini sanzionatori, in modo coerente con la logica della tardività. La regolarizzazione è possibile con  versamento della sanzione fissa ridotta pari a € 27,78.

ATTENZIONE:
La corretta qualificazione del caso concreto incide sul trattamento sanzionatorio: la gestione va eseguita con coerenza rispetto alla fattispecie (prima presentazione tardiva vs integrativa nei 90 giorni).

Oltre il 29 gennaio 2026: dichiarazione “omessa” e quadro sanzionatorio più pesante

Decorsi i 90 giorni, la dichiarazione è omessa:

  • sanzione pari al 120% dell’imposta dovuta (minimo € 250), oppure
  • se non sono dovute imposte, da € 250 a € 1.000, con possibilità di aumento fino al doppio per soggetti obbligati alle scritture contabili.

E’ poi prevista una forma di attenuazione se la dichiarazione omessa viene presentata entro i termini di accertamento e prima di controlli, con applicazione della sanzione del 75%.

Focus intermediario: ravvedimento per tardiva trasmissione (tributo 8924)

Se il ritardo dipende dall’intermediario (impegno assunto prima della scadenza ma trasmissione non effettuata), si rende possibile la regolarizzazione della tardiva trasmissione con:

  • F24 codice tributo 8924 (a nome dell’intermediario)
  • sanzione ridotta € 51; e, in determinate condizioni temporali, un percorso di riduzione che può condurre a € 17.

Se invece l’impegno è assunto dopo la scadenza per causa imputabile al contribuente, occorre fare attenzione alla coerenza della data di impegno nel frontespizio rispetto ai tempi effettivi di invio.

Effetto “collaterale”: slittano i termini di accertamento

La presentazione tardiva incide anche sui termini di decadenza dell’accertamento: se la dichiarazione per l’anno d’imposta 2024 viene presentata nel gennaio 2026, il termine di accertamento scade il 31 dicembre 2031 (anziché 31 dicembre 2030).

Checklist operativa (entro il 29/01/2026)

  • Trasmettere REDDITI 2025 e/o IRAP 2025 entro 90 giorni (entro il 29/01/2026).
  • Versare la sanzione ridotta: € 25 per ciascun modello con F24 tributo 8911 – anno 2025.
  • Se emergono imposte non versate, ravvedere anche i versamenti: imposta + interessi legali + sanzione ridotta.
  • Verificare la posizione dell’intermediario (eventuale ravvedimento con tributo 8924).

FAQ

1) Perché il 29 gennaio 2026 è una data decisiva?

Perché segna la scadenza dei 90 giorni dalla scadenza ordinaria del 31/10/2025: entro tale termine la dichiarazione è tardiva ma valida; oltre, diventa omessa.

2) Quanto costa il ravvedimento della dichiarazione tardiva entro 90 giorni?

La sanzione fissa ridotta è € 25 per ciascun modello tardivo, da versare con F24 tributo 8911 (anno 2025).

3) Se presento sia REDDITI 2025 sia IRAP 2025 in ritardo entro il 29/01/2026?

Si applica € 25 per ogni modello: in pratica € 50 complessivi (oltre agli eventuali ravvedimenti sui versamenti se dovuti).

4) Se oltre al ritardo ho anche imposte non versate?

Occorre fare due regolarizzazioni:

  • tardività (sanzione fissa ridotta), più
  • omesso/ritardato versamento (imposta + interessi legali + sanzione ridotta per omesso versamento).

5) Nel frontespizio devo barrare “dichiarazione integrativa”?

No, non va barrata in caso di prima presentazione tardiva entro 90 giorni.

6) Cosa cambia se supero il 29 gennaio 2026?

La dichiarazione è omessa e il quadro sanzionatorio diventa sensibilmente più gravoso (120% dell’imposta dovuta, minimo € 250; oppure € 250–€ 1.000 se non sono dovute imposte, con possibili aumenti per obbligo di scritture contabili). È prevista anche un’attenuazione al 75% in specifiche condizioni operative.

7) Esiste un profilo di regolarizzazione per l’intermediario che trasmette in ritardo?

Sì: la regolarizzazione della tardiva trasmissione dell’intermediario con F24 tributo 8924, è possibile con importi ridotti (es. € 51 e, in determinate condizioni temporali, € 17).

 

 

(Piergiorgio Ripa – Dottore Commercialista e Revisore Legale – piergiorgio.ripa@studioripa.it)

(Informativa aggiornata il 22 gennaio 2026)

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